Sono gli inizi di ottobre.
Tempo bello ma non bellissimo. L'itinerario di oggi è una lunga passeggiata ad anello, che corre dentro ai boschi intorno e sopra ad un bel crinale morenico.
Il tragitto è piuttosto vario, ed analizzando la cartina Cri & Cri scelgono quello dall'affascinante nome: 'percorso del lupo'.
Vista la vegetazione e la stagione, forse ci scappa pure una raccolta di castagne.
Ed è proprio tra i castagni che si parte, ma non è il momento di caricarsi, ci penseremo al ritorno.
-parliamo forte, è aperta la caccia al cinghiale, e non vorrei proprio venire impallinata- dice Cri
-noi parliamo sempre forte, Cri, a prescindere-
-vero-
Camminando e chiacchierando i castagni lasciano la strada alle querce, e sotto ai piedi non ci rotolano più castagne ma ghiande.
-ci fossero cinghiali, credo che questo ben di Dio se lo sarebbero già mangiato, non credi?- chiedo
-si, avranno cambiato zona. Forse hanno avvertito la presenza dei cacciatori-
Il luogo è incantato.
Il sole filtra a raggi obliqui nel sottobosco umido, funghi sodi si lasciano scoprire ed osservare.
Sembrano sapere che daremo loro lustro, senza coglierli o disturbarli.
Cri & Cri quasi si sdraiano sui muschi , cellulare saldo in mano, per fermare in una cornice l'incanto della Amanita Muscaria (ma noi preferiamo: Ovolo Malefico) col suo abito rosso Valentino e corredo di gioielli, scostumate Mazze di Tamburo, Gallinacci e Porcini.
Perché sì, noi siamo per il mushroom-watching, e niente discussioni.
Procediamo per svariati chilometri, e ci fermiamo a mangiare presso una torretta di legno, ricostruita sui progetti originali del 1200, eretta ai tempi dagli abitanti di alcuni paesi per controllare pascoli e acque, e presto distrutta dagli abitanti di altri paesi vicini non molti anni dopo, per una certa idiosincrasia al controllo.
Il nostro territorio non è esattamente l'Egitto, e ci godiamo ancora una volta lo spettacolo di una massa nebbiosa che si arrampica letteralmente sul crinale, guadagnando dossi e fagocitando ogni cosa.
Quando raggiunge noi, è il momento di schiodare.
La seconda parte del tragitto è al riparo del versante, e la nebbia non arriva. Siamo in discesa, il passo si fa arzillo.
Ci troviamo a camminare in un ampio viale in mezzo ad una foresta di pini. Non sentiamo i nostri passi sul tappeto di aghi.
-chissà perché il percorso si chiama 'del lupo'-
dice Cri
-non hai letto niente in merito?-
-no-
-forse perché qui ci sono i lupi. Magari è per questo che non si vedono cinghiali. Forse il predatore che temono, qui, non è il cacciatore, ma il lupo…- butto lì
-…ma perché fai sempre così?-
-ahahhah, no dai, non ti piacerebbe vedere almeno un lupo nella vita?-
-bè, si… a debita distanza sarebbe affascinante. Con la fortuna, magari, di non trovarmi tra la mamma ed i suoi cuccioli-
- e' difficile attacchino gli uomini, no? C'è chi dice non lo facciano mai. Non siamo in un territorio coperto dai ghiacci, dove la fame ti farebbe assalire chiunque-
-no, credo di no…-
Cri & Cri pensano entrambe alla magia di un incontro, occhi azzurri urbani in occhi gialli selvaggi. Uno sguardo protratto, poi l'animale si volta e prosegue per la sua strada, sfoggiando sicura indifferenza.
Che incanto…
- Cri, guarda!- dice Cri, indicando un cartello
E' uno di quei cartelli esplicativi sui percorsi. Da lontano vediamo che spiccano dei numeri in grassetto, prima del testo: 23 -10 -6 -2 -1
Così mi avvicino e leggo ad alta voce
- …..sono il numero delle vittime SBRANATE dai lupi tra la metà del '600 e la metà del '700 nei cinque comuni qui intorno ….bla bla bla… dopo la peste del '630 RECORD di 29 morti in quattro soli anni… la maggioranza BAMBINI… sepolture dei POCHI RESTI, MAGARI SOLO LE TESTE! …. In una sola sera un grosso lupo entrò in paese e FERI' 15 PERSONE, di cui due morirono… -
-eh la Madonna!-
-ti cito un detto locale : 'quan ca t crii 'au luv!' urmai al è trop tard'-
-apposto-
-veramente cruento questo testo, non trovi?-
-più in là c'è un altro cartello che dice: tremate, tremate, le fiere son tornate!-
-davvero?-
-No. Ahahahah-
E ce ne andiamo.
Si apre un bivio. A destra e a sinistra, due laghetti ed andiamo a vedere. Il primo è piccolissimo, coperto di alghe e vegetazione, in sostanza un acquitrino.
Il secondo un po' più grande, più o meno come una piscina. Acqua ferma, verde, non si vede il fondo.
Di fianco, alcuni tavoli e panche di legno, ed una targa.Cri la legge. Il nome del lago è un cognome locale.
- è in onore di un sindaco-
-è un lago artificiale? Lo ha fatto fare lui?-
-non so se ricordo male, ma forse ci è affogato dentro.-
-eh, vabbè… ma che tetro… ma come?! -
-mi sembra fosse in giro a caccia…-
- non mi sembra di buon gusto, però…. Ma era a caccia di cosa?-
-ancora? Ma smettila, no?-
-vabbè, dai, andiamo. È ora di raccogliere castagne-
Mi allontano tra le pozze di fanghiglia che costeggiano il lago per tornare al sentiero, quando Cri mi chiama,con quel tono di voce serio e teso che un po' mi fa ridere ed un po' mi drizza i peli sulla schiena.
-Cri, aspetta.. vieni qui…- e' accucciata vicino ad una pozza fangosa.
-guarda- mi fa.
Avvicinandomi vedo in terra delle impronte.
-impronte di cane, quindi?-
-non quelle, questa- e indica col dito.
E' un'impronta tre volte più grande, che il peso dell'animale ha sprofondato nel fango manco si trovasse in Hollywood Boulevard. Davanti all'impronta dei cuscinetti, ben evidenti un buco netto nel fango per ogni dito che vi sprofonda.
-…un …cane più grande… ?-
-…io però gli faccio una bella foto e dopo verifico. Tra cane e lupo qualche differenza nell'impronta c'è di sicuro… ho messo il cellulare nello zaino. Tu avviati pure, faccio in un minuto e ti raggiungo-
E io sto ferma
Cri alza lo sguardo
-che c'è?-
-non è una buona idea-
-ma che cosa?-
-hai presente tutti i film in cui il gruppo si separa? E' l'espediente per cui la bestia può far fuori tutti, uno per volta. E' mai successo che quello che va avanti si riunisca al gruppo?-
Cri mi guarda storto, ma non dice niente; fa la foto e ritorniamo insieme al viale di pini.
La Bestia. Non so se il pensiero fa sbroccare perché tocca qualcosa di atavico, o se ho davvero visto troppi film, ma averla evocata ne fa sentire il fiato.
Tra non molto finirà il bosco, arriveremo alle case, ai castagni, raccoglieremo i frutti e torneremo a casa.
Cri & Cri parlano, ridono, parlano di lupi e di persone paurose. Non loro. Persone in generale.
Poi Cri mi ferma
-hai sentito-
-ho sentito-
Un rumore, ma più un suono. Per lei un cinghiale, perché le sembra un grugnito. A me sembra un uccello, ma senz'altro rauco.
Concordiamo che il suono proviene da una gola, comunque. La parola 'gola' apre scenari. Magari anche un breve e concentrato ringhio.
C'è un piccolo dosso, tra noi ed il luogo da dove ci era parso provenire il suono.
-vado a vedere da lì- sussurro
-ci vai?
Davvero? E poi, cosa fai?- sussurra
Mi fermo a riflettere.
-dipende da cosa vedo- rispondo onestamente. Meglio sapere che non sapere. Meglio vedere che essere visti. come diceva il detto? 'quando gridi 'al lupo' è troppo tardi. Ma soprattutto, non crediamo mica a tutto quello che ci siamo dette sino ad ora, no?
Salgo senza fare rumore, ma non vedo niente.
- andiamo, vah-
Ci lasciamo alle spalle lupi, cinghiali e suggestioni. La civiltà è dietro l'angolo, e ci ridiamo addosso. Quando scopriremo di cos'era l'impronta, saremo già a casa nostra.
Quando raggiungiamo la prima radura, netto ed indiscutibile, un ululato.
Cri & Cri si guardano
-hai sentito?-
-no-
-neanch'io. Però andiamo-





