giovedì 2 dicembre 2021

Tremate! Tremate...

Sono gli inizi di ottobre.

Tempo bello ma non bellissimo. L'itinerario di oggi è una lunga passeggiata ad anello, che corre dentro ai boschi intorno e sopra ad un bel crinale morenico.

Il  tragitto è piuttosto vario, ed analizzando la cartina Cri & Cri scelgono quello dall'affascinante nome: 'percorso del lupo'.

Vista la vegetazione e la stagione, forse ci scappa pure una raccolta di castagne.

Ed è proprio tra i castagni che si parte, ma non è il momento di caricarsi, ci penseremo al ritorno.

-parliamo forte, è aperta la caccia al cinghiale, e non vorrei proprio venire impallinata- dice Cri

-noi parliamo sempre forte, Cri, a prescindere-

-vero-                                                          

Camminando e chiacchierando i castagni lasciano la strada alle querce, e sotto ai piedi non ci rotolano più castagne ma ghiande.

-ci fossero cinghiali, credo che questo ben di Dio se lo sarebbero già mangiato, non credi?- chiedo

-si, avranno cambiato zona. Forse hanno avvertito la presenza dei cacciatori-

Il luogo è incantato.

Il sole filtra a raggi obliqui nel sottobosco umido, funghi sodi si lasciano scoprire ed osservare.

Sembrano sapere che daremo loro lustro, senza coglierli o disturbarli.

Cri & Cri quasi si sdraiano sui muschi , cellulare saldo in mano, per fermare in una cornice l'incanto della Amanita Muscaria (ma noi preferiamo: Ovolo Malefico) col suo abito rosso Valentino e corredo di gioielli, scostumate Mazze di Tamburo, Gallinacci e Porcini.

Perché sì, noi siamo per il mushroom-watching, e niente discussioni.



 

Procediamo per svariati chilometri, e ci fermiamo a mangiare presso una torretta di legno, ricostruita sui progetti originali del 1200, eretta ai tempi dagli abitanti di alcuni paesi per controllare pascoli e acque, e presto distrutta dagli abitanti di altri paesi vicini non molti anni dopo, per una certa idiosincrasia al controllo.


 Dalla torre la vista si apre sulla piana, e piccoli laghi sono disseminati lungo la larga valle che porta su su sino ai ghiacciai muti e (forse) perenni.

Il nostro territorio non è esattamente l'Egitto, e ci godiamo ancora una volta lo spettacolo di una massa nebbiosa che si arrampica letteralmente sul crinale, guadagnando dossi e fagocitando ogni cosa.

Quando raggiunge noi, è il momento di schiodare.

La seconda parte del tragitto è al riparo del versante, e la nebbia non arriva. Siamo in discesa, il passo si fa arzillo.

Ci troviamo a camminare in un ampio viale in mezzo ad una foresta di pini. Non sentiamo i nostri passi sul tappeto di aghi.

-chissà perché il percorso si chiama 'del lupo'- dice Cri

-non hai letto niente in merito?-

-no-

-forse perché qui ci sono i lupi. Magari è per questo che non si vedono cinghiali. Forse il predatore che temono, qui, non è il cacciatore, ma il lupo…- butto lì

-…ma perché fai sempre così?-

-ahahhah, no dai, non ti piacerebbe vedere almeno un lupo nella vita?-

-bè, si… a debita distanza sarebbe affascinante. Con la fortuna, magari, di non trovarmi tra la mamma ed i suoi cuccioli-

- e' difficile attacchino gli uomini, no? C'è chi dice non lo facciano mai. Non siamo in un territorio coperto dai ghiacci, dove la fame ti farebbe assalire chiunque-

-no, credo di no…-

Cri & Cri pensano entrambe alla magia di un incontro, occhi azzurri urbani in occhi gialli selvaggi. Uno sguardo protratto, poi l'animale si volta e prosegue per la sua strada, sfoggiando sicura indifferenza.

Che incanto…

- Cri, guarda!- dice Cri, indicando un cartello

E' uno di quei cartelli esplicativi sui percorsi. Da lontano vediamo che spiccano dei numeri in grassetto, prima del testo: 23 -10 -6 -2 -1

Così mi avvicino e leggo ad alta voce

- …..sono il numero delle vittime SBRANATE dai lupi tra la metà del '600 e la metà del '700 nei cinque comuni qui intorno ….bla bla bla… dopo la peste del '630 RECORD di 29 morti in quattro soli anni… la maggioranza BAMBINI… sepolture dei POCHI RESTI, MAGARI SOLO LE TESTE! …. In una sola sera un grosso lupo entrò in paese e FERI' 15 PERSONE, di cui due morirono… -

-eh la Madonna!-

-ti cito un detto locale : 'quan ca t crii 'au luv!' urmai al è trop tard'-

-apposto-

-veramente cruento questo testo, non trovi?-

-più in là c'è un altro cartello che dice: tremate, tremate, le fiere son tornate!-

-davvero?-

-No. Ahahahah-

E ce ne andiamo.

Si apre un bivio.  A destra e a sinistra, due laghetti ed andiamo a vedere. Il primo è piccolissimo, coperto di alghe e vegetazione, in sostanza un acquitrino.

Il secondo un po' più grande, più o meno come una piscina. Acqua ferma, verde, non si vede il fondo.

 Di fianco, alcuni tavoli e panche di legno, ed una targa.

Cri la legge. Il nome del lago è un cognome locale.

- è in onore di un sindaco-

-è un lago artificiale? Lo ha fatto fare lui?-

-non so se ricordo male, ma forse ci è affogato dentro.-

-eh, vabbè… ma che tetro… ma come?! -

-mi sembra fosse in giro a caccia…-

- non mi sembra di buon gusto, però…. Ma era a caccia di cosa?-

-ancora? Ma smettila, no?-

-vabbè, dai, andiamo. È ora di raccogliere castagne-

Mi allontano tra le pozze di fanghiglia che costeggiano il lago per tornare al sentiero, quando Cri mi chiama,con quel tono di voce serio e teso che un po' mi fa ridere ed un po' mi drizza i peli sulla schiena.

-Cri, aspetta.. vieni qui…- e' accucciata vicino ad una pozza fangosa.

-guarda- mi fa.

Avvicinandomi vedo in terra delle impronte.

-impronte di cane, quindi?-

-non quelle, questa- e indica col dito.

E' un'impronta tre volte più grande, che il peso dell'animale ha sprofondato nel fango manco si trovasse in Hollywood Boulevard. Davanti all'impronta dei cuscinetti, ben evidenti un buco netto nel fango per ogni dito che vi sprofonda.

-…un …cane più grande… ?- 

-…io però gli faccio una bella foto e dopo verifico. Tra cane e lupo qualche differenza nell'impronta c'è di sicuro… ho messo il cellulare nello zaino. Tu avviati pure, faccio in un minuto e ti raggiungo-

E io sto ferma

Cri alza lo sguardo

-che c'è?-

-non è una buona idea-

-ma che cosa?-

-hai presente tutti i film in cui il gruppo si separa? E' l'espediente per cui la bestia può far fuori tutti, uno per volta. E' mai successo che quello che va avanti si riunisca al gruppo?-

Cri  mi guarda storto, ma non dice niente; fa la foto e ritorniamo insieme al viale di pini. 


 

La Bestia. Non so se il pensiero fa sbroccare perché tocca qualcosa di atavico, o se ho davvero visto troppi film, ma averla evocata ne fa sentire il fiato.

Tra non molto finirà il bosco, arriveremo alle case, ai castagni, raccoglieremo i frutti e torneremo a casa.

Cri & Cri parlano, ridono, parlano di lupi e di persone paurose. Non loro. Persone in generale.

Poi Cri mi ferma

-hai sentito-

-ho sentito-

Un rumore, ma più un suono. Per lei un cinghiale, perché le sembra un grugnito. A me sembra un uccello, ma senz'altro rauco.

Concordiamo che il suono proviene da una gola, comunque. La parola 'gola' apre scenari. Magari anche un breve e concentrato ringhio.

C'è un piccolo dosso, tra noi ed il luogo da dove ci era parso provenire il suono.

-vado a vedere da lì- sussurro

-ci vai? Davvero? E poi, cosa fai?- sussurra

Mi fermo a riflettere.

-dipende da cosa vedo- rispondo onestamente. Meglio sapere che non sapere. Meglio vedere che essere visti. come diceva il detto? 'quando gridi 'al lupo' è troppo tardi. Ma soprattutto, non crediamo mica a tutto quello che ci siamo dette sino ad ora, no?

Salgo senza fare rumore, ma non vedo niente.

- andiamo, vah-

Ci lasciamo alle spalle lupi, cinghiali e suggestioni. La civiltà  è dietro l'angolo, e ci ridiamo addosso. Quando scopriremo di cos'era l'impronta, saremo già a casa nostra.

Quando raggiungiamo la prima radura, netto ed indiscutibile, un ululato.

Cri & Cri si guardano

-hai sentito?-

-no-

-neanch'io. Però andiamo-

 


venerdì 26 novembre 2021

la via d'la masca

 




Mattino, non molto presto.  Dalla carta sembra un percorso di poca durata ed impegno. Qualche chilometro, altitudine sui 600mt.

Si va. E' una giornata di sole, aria tersa e frizzante di novembre, sottoboschi dai morbidi tappeti di foglie, antichi percorsi lastricati in altri tempi, altre ere, quasi.

Raggiungiamo paesi, tunnel di pietra sotto a giardini incantati, belvedere che si aprono sulla valle, sullo sfondo già cime innevate, e i paesini sono come perle di una collana disposti tra i serpeggi della valle. 

 

 

 

 

Cri e Cri fanno mille foto. Son finiti i rossi ed i gialli di poche settimane fa. Ora è quasi tutto in terra, in un morbido marrone che aspetta la neve per disfarsi del tutto.

Dopo il belvedere, il sentiero sembra continuare in piano, ma le frecce ne indicano uno più piccolo, che risale un po' nel sottobosco.

Sembra strano deviare a quel punto, e ci guardiamo intorno, consultiamo la cartina del percorso

-guarda Cri -

Dice Cri mentre sto ancora guardando la carta senza successo. Indica il sentiero più largo e pianeggiante

-ci crescono in mezzo piccoli alberi. Quel sentiero non è più in uso, secondo me-

-vero. D'altronde, le frecce indicano di là, andiamo-

Risaliamo un po' nel sottobosco, cercando segnali di ulteriore conferma

-guarda Cri- dico questa volta io.

-c'è una baita più su. Deve essere la strada giusta per forza, non siamo nel nulla-

Lei alza lo sguardo ed annuisce

Vorrei fare una foto, tiro fuori il cellulare

-non farla- dice Cri

-perché?-

-non c'è abbastanza luce, non viene bene-

E saliamo ancora un po'

Dopo pochi minuti, eccoci su di un mezzo pianoro, e anche il sentiero torna in piano.

Alzo lo sguardo, ma la baita, dov'è?

Guardo Cri che a sua volta mi guarda.

-ma la casa?-

-eh-

-scusa, ma non possiamo averla passata…-

Cri si guarda intorno

-Eppure non c'è-

-ci siamo confuse con quel gruppo di rocce?-

-per forza-

-oppure è una magia… hai presente Hansel e Gretel?-

-ahaah!-

Continuiamo sul nostro sentiero. Ancora sole, ancora foglie.

E il sentiero ricomincia a salire

-è una mia impressione, o si sta stringendo?-

-già. Ed è pure un po' troppo scivoloso, per i miei gusti-

Oltre a stingersi, mi disturba che ora di fianco a me inizio ad intravedere giù giù fino alle case infondo, piccole pccole. Non mi piace quando la costa è ripida, soffro di vertigini e non sono esattamente una persona da creste o passaggi complicati. Neanche Cri.

Camminiamo per un'altra decina di minuti, convinte che si debba scendere, ora, perché la tappa successiva è decisamente più in basso, e non molto lontana. Il sentiero è largo ormai quanto i nostri piedi, in certi punti è franato e non c'è posto che per un piede solo.

Iniziamo ad appoggiare le mani alle rocce per sentirci sicure.

Davanti a noi, una svolta.

-dai, che ora è finita- dico

Cri è dietro, e mentre la aspetto apro la carta e leggo ciò che non avevo letto prima.  Dice che tutto il giro son 5 chilometri. Visto il tempo trascorso, dovremmo essere vicine al punto in cui il sentiero ripiega verso l'ultimo paese, quindi è fatta, per forza.

Cri mi raggiunge, e svoltiamo.

Il versante su cui ci troviamo ora è in ombra, ed inizia a scendere. L'aria non è più frizzante, è fredda. Gli alberi non sembrano più nudi, ma morti. Il terreno non toccato dal sole è bagnato, e compaiono le prime pietre.

Cri  e Cri si guardano e non commentano.

Un alito d'aria gelida, e la nebbia risale dal basso, e nel giro di pochi secondi ne siamo dentro.

-fantastico…-

Facciamo qualche passo indietro e svoltiamo da dove siamo venute. Ora la nebbia è anche lì.

Salire su rive scivolose è più facile che scendere, e non ci sembra tanto bello neppure tornare indietro.

-proseguiamo?-

-Non lo so, ma indietro non torno-

Altro scambio di sguardi

-vabbè, tu hai sempre l'acciarino, no?-

Arma estrema di sopravvivenza di Cri

-ahahahh-

E si va vanti.

La discesa è ripida, il sentiero stretto, nella nebbia le svolte si vedono quando già sono lì e non è banale neppure intravedere se il nuovo tratto di fronte a no sia migliore o no. E' già molto capire dove sia.

Sul lato sinistro c'è il nulla. La nebbia non è spezzata da tronchi, o rami, e il pensiero più razionale è realizzare lo strapiombo. Un salto di tre metri? O di trecento? Meglio non chiederselo. Il sentiero si vede un po' di più, ed anche i lastroni di roccia sulla destra, ma non sono un bel vedere.

Passa il tempo, molto. Oramai certi passaggi li si fa col culo.

E' la quinta svolta che facciamo, e lo scenario non migliora mai.

-tranquilla Cri, stiamo scendendo da tanto, oramai finisce per forza, vedrai che la prossima svolta è quella giusta. Vedo un po' meglio, sembra ci siano foglie, guarda!-

-io non guardo niente. Io resto concentrata e non guardo niente. Non guardo neanche te-

Dice strisciando su di un lastrone bagnato pericolosamente pendente verso il vuoto.

Ha la tensione in faccia e nella voce.

Risento nelle orecchie il mio 'tranquilla Cri'. Non era meglio.

Faccio la spiritosa, più per me che per lei.

-sarà un incantesimo, come per la baita-

-io non guardo niente, non vedo niente, non ho visto nessuna casa. Non c'era nessuna casa-

Non so perché, ma mi sembra una buona idea.

-neanch'io- dico -non c'era nessuna baita.-

L'oppressione ci lascia, e qualcosa di colpo cambia

Svoltiamo ancora una volta ed ecco il sole, la nebbia non c'è più. Il sentiero si allarga un po'. Terrapieni di pietra lo sostengono come hanno sempre fatto, da secoli.

Respiriamo. Ridiamo. Ci prendiamo un po' in giro. Ci incazziamo con l'ennesima mancanza di segnalazioni.

Un sentiero che puoi fare con le infradito non può diventare free climbing, cazzo!

Una cappella, un triangolo di prato, il sole.

Si vede di fronte a noi, non molto più in basso, il paese che è la nostra ultima tappa.

Tiro fuori la cartina. Io tiro sempre ed inutilmente fuori la cartina. Voglio guardare con Cri, per bene, il tracciato del pezzo di strada appena fatto.

Leggiamo la descrizione. 'bella passeggiata nel bosco…. Bla bla bla...' nessun riferimento al cambiamento repentino del  tipo di percorso.

-ma ti sembra normale? Ma non è che questi tratteggi significano difficoltà?-

Vado in testa al volantino per cercare legenda dei simboli. No, nessuna difficoltà. In copertina, però , questo percorso è indicato da 7km, non 5.

-guarda- dico

Dentro 5, fuori 7.

-per come mi son sentita, a me son sembrati 20-

-ahahaha-

Cri e Cri lasciano alle spalle nebbia, salite, discese, ciò che c'era e ciò che non c'era, e cazzeggiano fino all'arrivo.

Sulla strada, poco prima di raggiungere l'auto parcheggiata, un piccolo bar.

E' all'aperto, ma impacchettato in plastica pesante per riparare dall'aria sferzante dell'inverno. Si entra tra strisce rigide e trasparenti, come in sala rianimazione.

Ad un tavolino, due signori anziani ed uno un po' più giovane, di fronte ad un bicchiere di rosso.

Ordiniamo il caffè, e ci vogliamo togliere qualche dubbio.

-per caso avete fatto questo giro? Non c'è un sentiero più agevole? Non ci è piaciuta tanto la parte stretta e ripida-

I due anziani si guardano.

-la strada che passa sopra la cava di pietra? Non è ripida…-

Cri e Cri si guardano. Questi fanno i fighi montanari.

-no, beh, intendo però che nella prima parte il sentiero è largo e poco pendente… qualche turista (non noi, eh ) potrebbe trovarsi in difficoltà, quando la passeggiata cambia. Andrebbe segnalato, secondo me-

I due anziani si guardano di nuovo.

-ma il sentiero non cambia…-

Poi uno dei due mormora qualcosa

-scusi? Non ho capito-

-eve pa' truà la via d'la masca?-

E ridono

-non ho capito-

-no… il mio amico ricorda la leggenda. Quella della strega che vive nei boschi. Nessuno l'aveva mai disturbata, poi hanno iniziato a lavorare nella cava, e tagliando la montagna han dovuto spostare il sentiero un po' più in alto, più vicino a dove lei abitava. Per non essere disturbata, la masca fece un incantesimo, e la casa non fu più visibile agli uomini. Dicono però che qualcuno l'ha vista ugualmente, e lei, perché non lo raccontasse in giro, lo ha fatto perdere in montagna per sentieri oscuri e impervi, o scivolare giù sino in fondo alla cava. Quel sentiero era chiamato 'la via d'la masca'. -

-ah . ah. ah -

- Eve sciarà la cà?-chiede l'uomo più vecchio, tra l'ironia e la curiosità

-NO- diciamo con una voce sola

Cri e Cri pagano il caffè ed escono.

Lanciamo uno sguardo al semicerchio innaturale del monte sopra di noi.

Duecento metri di roccia nuda, tagliata  in verticale e che promana la sua ombra fredda rd assoluta.

-merita una foto?-

-no, dai, andiamo-