Mattino, non molto presto. Dalla carta sembra un percorso di poca durata ed impegno. Qualche chilometro, altitudine sui 600mt.
Si va. E' una giornata di sole, aria tersa e frizzante di novembre, sottoboschi dai morbidi tappeti di foglie, antichi percorsi lastricati in altri tempi, altre ere, quasi.
Raggiungiamo paesi, tunnel di pietra sotto a giardini incantati, belvedere che si aprono sulla valle, sullo sfondo già cime innevate, e i paesini sono come perle di una collana disposti tra i serpeggi della valle.
Cri e Cri fanno mille foto. Son finiti i rossi ed i gialli di poche settimane fa. Ora è quasi tutto in terra, in un morbido marrone che aspetta la neve per disfarsi del tutto.
Dopo il belvedere, il sentiero sembra continuare in piano, ma le frecce ne indicano uno più piccolo, che risale un po' nel sottobosco.
Sembra strano deviare a quel punto, e ci guardiamo intorno, consultiamo la cartina del percorso
-guarda Cri -
Dice Cri mentre sto ancora guardando la carta senza successo. Indica il sentiero più largo e pianeggiante
-ci crescono in mezzo piccoli alberi. Quel sentiero non è più in uso, secondo me-
-vero. D'altronde, le frecce indicano di là, andiamo-
Risaliamo un po' nel sottobosco, cercando segnali di ulteriore conferma
-guarda Cri- dico questa volta io.
-c'è una baita più su. Deve essere la strada giusta per forza, non siamo nel nulla-
Lei alza lo sguardo ed annuisce
Vorrei fare una foto, tiro fuori il cellulare
-non farla- dice Cri
-perché?-
-non c'è abbastanza luce, non viene bene-
E saliamo ancora un po'
Dopo pochi minuti, eccoci su di un mezzo pianoro, e anche il sentiero torna in piano.
Alzo lo sguardo, ma la baita, dov'è?
Guardo Cri che a sua volta mi guarda.
-ma la casa?-
-eh-
-scusa, ma non possiamo averla passata…-
Cri si guarda intorno
-Eppure non c'è-
-ci siamo confuse con quel gruppo di rocce?-
-per forza-
-oppure è una magia… hai presente Hansel e Gretel?-
-ahaah!-
Continuiamo sul nostro sentiero. Ancora sole, ancora foglie.
E il sentiero ricomincia a salire
-è una mia impressione, o si sta stringendo?-
-già. Ed è pure un po' troppo scivoloso, per i miei gusti-
Oltre a stingersi, mi disturba che ora di fianco a me inizio ad intravedere giù giù fino alle case infondo, piccole pccole. Non mi piace quando la costa è ripida, soffro di vertigini e non sono esattamente una persona da creste o passaggi complicati. Neanche Cri.
Camminiamo per un'altra decina di minuti, convinte che si debba scendere, ora, perché la tappa successiva è decisamente più in basso, e non molto lontana. Il sentiero è largo ormai quanto i nostri piedi, in certi punti è franato e non c'è posto che per un piede solo.
Iniziamo ad appoggiare le mani alle rocce per sentirci sicure.
Davanti a noi, una svolta.
-dai, che ora è finita- dico
Cri è dietro, e mentre la aspetto apro la carta e leggo ciò che non avevo letto prima. Dice che tutto il giro son 5 chilometri. Visto il tempo trascorso, dovremmo essere vicine al punto in cui il sentiero ripiega verso l'ultimo paese, quindi è fatta, per forza.
Cri mi raggiunge, e svoltiamo.
Il versante su cui ci troviamo ora è in ombra, ed inizia a scendere. L'aria non è più frizzante, è fredda. Gli alberi non sembrano più nudi, ma morti. Il terreno non toccato dal sole è bagnato, e compaiono le prime pietre.
Cri e Cri si guardano e non commentano.
Un alito d'aria gelida, e la nebbia risale dal basso, e nel giro di pochi secondi ne siamo dentro.
-fantastico…-
Facciamo qualche passo indietro e svoltiamo da dove siamo venute. Ora la nebbia è anche lì.
Salire su rive scivolose è più facile che scendere, e non ci sembra tanto bello neppure tornare indietro.
-proseguiamo?-
-Non lo so, ma indietro non torno-
Altro scambio di sguardi
-vabbè, tu hai sempre l'acciarino, no?-
Arma estrema di sopravvivenza di Cri
-ahahahh-
E si va vanti.
La discesa è ripida, il sentiero stretto, nella nebbia le svolte si vedono quando già sono lì e non è banale neppure intravedere se il nuovo tratto di fronte a no sia migliore o no. E' già molto capire dove sia.
Sul lato sinistro c'è il nulla. La nebbia non è spezzata da tronchi, o rami, e il pensiero più razionale è realizzare lo strapiombo. Un salto di tre metri? O di trecento? Meglio non chiederselo. Il sentiero si vede un po' di più, ed anche i lastroni di roccia sulla destra, ma non sono un bel vedere.
Passa il tempo, molto. Oramai certi passaggi li si fa col culo.
E' la quinta svolta che facciamo, e lo scenario non migliora mai.
-tranquilla Cri, stiamo scendendo da tanto, oramai finisce per forza, vedrai che la prossima svolta è quella giusta. Vedo un po' meglio, sembra ci siano foglie, guarda!-
-io non guardo niente. Io resto concentrata e non guardo niente. Non guardo neanche te-
Dice strisciando su di un lastrone bagnato pericolosamente pendente verso il vuoto.
Ha la tensione in faccia e nella voce.
Risento nelle orecchie il mio 'tranquilla Cri'. Non era meglio.
Faccio la spiritosa, più per me che per lei.
-sarà un incantesimo, come per la baita-
-io non guardo niente, non vedo niente, non ho visto nessuna casa. Non c'era nessuna casa-
Non so perché, ma mi sembra una buona idea.
-neanch'io- dico -non c'era nessuna baita.-
L'oppressione ci lascia, e qualcosa di colpo cambia
Svoltiamo ancora una volta ed ecco il sole, la nebbia non c'è più. Il sentiero si allarga un po'. Terrapieni di pietra lo sostengono come hanno sempre fatto, da secoli.
Respiriamo. Ridiamo. Ci prendiamo un po' in giro. Ci incazziamo con l'ennesima mancanza di segnalazioni.
Un sentiero che puoi fare con le infradito non può diventare free climbing, cazzo!
Una cappella, un triangolo di prato, il sole.
Si vede di fronte a noi, non molto più in basso, il paese che è la nostra ultima tappa.
Tiro fuori la cartina. Io tiro sempre ed inutilmente fuori la cartina. Voglio guardare con Cri, per bene, il tracciato del pezzo di strada appena fatto.
Leggiamo la descrizione. 'bella passeggiata nel bosco…. Bla bla bla...' nessun riferimento al cambiamento repentino del tipo di percorso.
-ma ti sembra normale? Ma non è che questi tratteggi significano difficoltà?-
Vado in testa al volantino per cercare legenda dei simboli. No, nessuna difficoltà. In copertina, però , questo percorso è indicato da 7km, non 5.
-guarda- dico
Dentro 5, fuori 7.
-per come mi son sentita, a me son sembrati 20-
-ahahaha-
Cri e Cri lasciano alle spalle nebbia, salite, discese, ciò che c'era e ciò che non c'era, e cazzeggiano fino all'arrivo.
Sulla strada, poco prima di raggiungere l'auto parcheggiata, un piccolo bar.
E' all'aperto, ma impacchettato in plastica pesante per riparare dall'aria sferzante dell'inverno. Si entra tra strisce rigide e trasparenti, come in sala rianimazione.
Ad un tavolino, due signori anziani ed uno un po' più giovane, di fronte ad un bicchiere di rosso.
Ordiniamo il caffè, e ci vogliamo togliere qualche dubbio.
-per caso avete fatto questo giro? Non c'è un sentiero più agevole? Non ci è piaciuta tanto la parte stretta e ripida-
I due anziani si guardano.
-la strada che passa sopra la cava di pietra? Non è ripida…-
Cri e Cri si guardano. Questi fanno i fighi montanari.
-no, beh, intendo però che nella prima parte il sentiero è largo e poco pendente… qualche turista (non noi, eh ) potrebbe trovarsi in difficoltà, quando la passeggiata cambia. Andrebbe segnalato, secondo me-
I due anziani si guardano di nuovo.
-ma il sentiero non cambia…-
Poi uno dei due mormora qualcosa
-scusi? Non ho capito-
-eve pa' truà la via d'la masca?-
E ridono
-non ho capito-
-no… il mio amico ricorda la leggenda. Quella della strega che vive nei boschi. Nessuno l'aveva mai disturbata, poi hanno iniziato a lavorare nella cava, e tagliando la montagna han dovuto spostare il sentiero un po' più in alto, più vicino a dove lei abitava. Per non essere disturbata, la masca fece un incantesimo, e la casa non fu più visibile agli uomini. Dicono però che qualcuno l'ha vista ugualmente, e lei, perché non lo raccontasse in giro, lo ha fatto perdere in montagna per sentieri oscuri e impervi, o scivolare giù sino in fondo alla cava. Quel sentiero era chiamato 'la via d'la masca'. -
-ah . ah. ah -
- Eve sciarà la cà?-chiede l'uomo più vecchio, tra l'ironia e la curiosità
-NO- diciamo con una voce sola
Cri e Cri pagano il caffè ed escono.
Lanciamo uno sguardo al semicerchio innaturale del monte sopra di noi.
Duecento metri di roccia nuda, tagliata in verticale e che promana la sua ombra fredda rd assoluta.
-merita una foto?-
-no, dai, andiamo-


